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Morbo di Alzheimer: un farmaco contro i calcoli biliari potrebbe contrastarne lo sviluppo

Il morbo di Alzheimer è il tipo più comune di demenza. Secondo l’Alzheimer’s Desease International (ADI), ne soffrono circa 46,8 milioni di persone in tutto il mondo, di cui 10 milioni in Europa. Questa condizione è caratterizzata da una progressiva perdita di memoria, difficoltà nel risolvere i problemi e disorientamento.

Gli attuali trattamenti per l'Alzheimer si concentrano sul rallentamento della progressione di alcuni di questi sintomi, sulla gestione del comportamento del paziente e sul suo stato psicologico. La ricerca scientifica è sempre alla ricerca di trattamenti più mirati focalizzati sui meccanismi che causano il progredire dell'Alzheimer a livello cellulare.

In un nuovo studio, i ricercatori dell'Università di Sheffield nel Regno Unito hanno annunciato di aver scoperto che un acido finora utilizzato come farmaco per trattare principalmente i calcoli biliari, l’acido ursodesossicolico (UDCA), potrebbe aiutare a combattere anche la malattia di Alzheimer. I ricercatori hanno riportato i loro risultati in un documento pubblicato nel Journal of Molecular Biology.

Utilizzando il tessuto raccolto da diversi pazienti affetti dal morbo di Alzheimer, i ricercatori che hanno condotto il recente studio hanno confermato che il farmaco esistente ha migliorato la funzione mitocondriale, che appare compromessa nei malati di Alzheimer fin dagli stadi iniziali.

"Per la prima volta", spiega l'autore principale, il Dr. Heather Mortiboys, "questo studio ha dimostrato che l'acido UDCA può aumentare le prestazioni delle cosiddette ‘batterie delle cellule’, i mitocondri".

L'UDCA agisce ridistribuendo una proteina chiamata Drp1, che svolge un ruolo chiave nel sostenere le dinamiche salutari dei mitocondri, e gli scienziati ritengono possa anche proteggere l’organismo dalla neurodegenerazione.

“Questa scoperta indica potenzialmente una nuova via per trattare l’Alzheimer”, ha affermato la Dr. Sara Imarisio, “ma saranno necessari ulteriori studi prima che sia davvero dimostrato che il farmaco impiegato per trattare patologie del fegato sia in grado di contrastare lo sviluppo dell’Alzheimer”.

Fonte: Medical News Today

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